
Questa sera un pensiero va a Stefano Benassi, che alla facoltà di Filosofia di Bologna riusciva a insegnare Sociologia dell’arte e della letteratura senza parlare mai di sociologia. Con la sua apertura e sensibilità ha permesso alle tesi più improbabili e fantasiose di prendere forma: dal kitsch all’androgino e al Marchese de Sade, dall’uomo-macchina a tecnologia e percezione, e sicuramente molte altre che non conosciamo. Grazie Stè.
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