Dalle piste del Cocoricò alle tele di Chaim Soutine e Francis Bacon alla performance di Hermann Nitsch a Prinzendorf.
Protagonista è il manzo e la sua carne: squartato, sudato, sanguinante, mostrato ed in mostra. Il manzo che balla, il manzo che muore, il manzo che nell’eccesso afferma violentemente il proprio esistere. Il corpo, mai come in questo caso presente con i suoi ritmi, visceri e umori, mostra il sentimento e nel contatto si genera ciò che assomiglia di più all’umano e al suo sentire.

Luigi de Angelis e Gerardo Lamattina, ideatori delle performance al Cocoricò nel 1993, affermano in una intervista con Antonio Caronia di rifarsi a ‘esperienze artistiche come la body art, o l’azionismo viennese, e questo traspare dalle nostre performance, Però non abbiamo affatto un’intenzione divulgativa, non vogliamo “portare” alle masse delle discoteche una versione semplificata di queste correnti artistiche. A noi serve come punto di partenza, ma il risultato dev’essere un’esperienza immediata, una messa in crisi della percezione dello spettatore senza riferimenti colti. Si fa cultura anche in questo modo, anzi spesso è più interessante’.
Il confine tra il commerciale e l’arte alta, la nicchia di artisti e il popolo si assottiglia, per trovare occasioni stimolanti fuori dai musei e lontano dalle biennali, nei carrelli del supermercato o sulla pista da ballo.

-Performance al Cocoricò
-Francis Bacon, Figure with meat, 1954
-Performance di Hermann Nitsch, The Orgien Mysterien Theaters, Prinzendorf, 1984
-Chaim Soutine, Boeuf écorché, 1925






