Damien Hirst: il Re Emo
Dalle Vanitas del ‘600 al teschio (For The Love of God) in platino e diamanti, ovvero l’opera d’arte venduta nel 2007 per 74 milioni di euro.
Damien Hirst è un abile commerciante: suggestioni attraenti comprovate da 400 anni di storia dell’arte, kitsch (impossibile ormai distinguerlo e apprezzarlo, scelta inconsapevolmente stilistica e banalizzato dall’approvazione generale*) finendo con un bagno nel consumismo dozzinale.
Più che arte l’opera di Hirst è documento storico, un puzzle di Glam e Party prodotto perfetto di questi anni insipiditi dall’olimpo della cultura. Ricordo anche il video diretto per il gruppo PseudoPunk The Hours, See The Light con Sienna Miller (ma chi è poi Sienna Miller? Perchè se ne dovrebbe parlare?), impasto con sapore ‘Amarcord’.
I lavori di Hirst sono un po’ come gli adolescenti Emo, ricchi di emozioni firmate in prestito. Oppure una risposta intrigante e raffinata praticata con gli stessi mezzi all’economia di mercato che li ha generati?
Salvo gli Emo dal temibile Hirst, molto più creativi e divertenti.

Philippe de Champaigne (1602 – 1674), Vanitas
* Le PUBBLICITA’ PROGRESSO di LinKalnero: ‘Salviamo il Kitsch’: cercasi paccottiglia non inflazionata.