Archivio per Luglio, 2008

sOld Out

Posted in CorrisondenZe, ST_art con i tag , , , , on Luglio 27, 2008 by linkalnero

Le FarFalle

Le farfalle
ballano
velocemente
un ballo

rosso
nero
arancione
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell’aria
nei fiori
nel nulla
sempre volanti
consecutive
e remote.

Buone vacanze, LinKalNero chiude per ferie. A presto, a settembre. Porto con me Le Farfalle di Pablo Neruda e, per non abbandonarmi completamente al volo nel nulla, le farfalle spillate da Damien Hirst in The Explosion-Exalted.

Corrispondenze: home sweet home

Posted in CorrisondenZe con i tag , , on Luglio 16, 2008 by linkalnero

René_Magritte_The_Empire_Of_Lights_1954

V.S.

Gordon Matta Clark_Splitting_1974

Entrambe le case sono illuminate, timidamente in Magritte che preferisce la penombra e il sottinteso.

L’atto voluto, imponente di Matta Clark, nonostante la violenza non rischiara totalmente, ma rappresenta una piccola apertura su una parte.

Sono piccoli momenti di lucidità, guardarsi prima del sonno in un rituale giornaliero, oppure fissare, mantenere la riflessione di un attimo trasmettendola inalterata come a ricordare quell’istante.

‘Vederci Chiaro’: affondare nelle basi, aprire l’ultima matrioska. Non è una scelta frequente e quando accade non è un’operazione semplice, spesso non riesce. Ho una gran simpatia per chi prova, scompone, destabilizza e poi… lo racconta.

CorrispOndenze – L’ovvio

Posted in CorrisondenZe con i tag , , on Luglio 5, 2008 by linkalnero

PICCOLA DISCESA NEGLI INFERI DELL’ARTE

Hans Bellmer_La_Poupée_[The Doll]_1935 V.S. Konami_Silent Hill_1999

Hans Bellmer è il mago delle manipolazioni corporee. Trasforma manichini/bambole sottraendo e aggiungendo membra, esprimendo in quei corpi smontati e ricostruiti le possibilità illimitate del desiderio. Il nulla ha cessato di essere; quando tutto ciò che l’uomo non è si aggiunge all’uomo, è allora che egli pare essere se stesso. (Hans Bellmer, ‘Anatomia dell’immagine’). Nelle bambole snodabili di Bellmer l’individuale e il non individuale si fanno intercambiabili e il terrore della limitazione mortale dell’Io nel tempo e nello spazio finisce per annullarsi.

Nel videogioco horror-psicologico ‘Silent Hill’ una tranquilla cittadina si trasforma in un luogo delirante. Sembra progettata sulle paure del giocatore che la esplora, così come i mostri che incarnano i peggiori tra i suoi incubi. La fantasia liberata da Bellmer si è evoluta e diventa lo strumento per la trasposizione digitale di corpi particolarmente articolati che ne sperimentano l’eredità perversa e feticista. Siamo di nuovo surrealisti…?!